Tum Tum, pam pam, tick tick, trrrrrrrr … e tutto nel bel mezzo della
notte.
Ebbene si cari amici, oggi affrontiamo un tema di grande
attualità, ma, purtroppo, spesso sottovalutato e minimizzato, vale a
dire i rumori molesti da appartamento.
Ditemi la verità, chi di voi non ha avuto vicini di casa rumorosi.
Liquidati troppo spesso quali questioni bagatellari di poca
importanza, i rumori da appartamento sono un problema sociale serio,
spesso balzato alle luci della cronaca, come accaduto proprio pochi
giorni fa.
Musica ad alto volume, bricolage, urla, mobili che strisciano, calpestio e chi più ne ha più ne metta.
Certo, vi sono diverse categorie e diversi livelli di rumore, ma nei
casi più gravi le immissioni di rumore possono riverbersi in modo
negativo sulla psiche e sulla sua salute fisica di una persona.
Stress, mancanza di sonno, stati di ansia, attacchi di panico sono il
minimo comune denominatore di chi deve convivere con questo tipo di
situazioni.
Si sa, il limite tra il diritto di essere liberi in casa propria ed
il diritto alla quiete domestica, in questi casi è molto sottile e
labile.
La lentezza della giustizia, poi, contribuisce a far incancrenire la situazione ed incrementare la litigiosità tra le parti.
In questi casi, in primo luogo, naturalmente, bisogna cercare di
gettare acqua sul fuoco e di essere tolleranti, in quanto il diritto al
silenzio assoluto non esiste ed alle abitudini dei vicini di casa,
soprattutto per chi abita in condominio, bisogna farci il callo.
In caso contrario sarebbe il vostro vicino ad essere ostaggio in casa
propria e a non potersi dedicare in modo sereno alle proprie
occupazioni.
Mi è capitato il caso di una ragazza che si è vista recapitare la
lettera di contestazione di un legale, in quanto un giorno dovette
rientrare in casa alle 6.00 del mattino per prendere il cellulare,
lasciato sbadatamente sul letto, e nella fretta provocò un po’ di
rumore.
Come dicevano i romani, in medio est virtus e bisogna contemperare due interessi contrapposti.
Se effettivamente il vostro vicino ha abitudini o hobby la cui
rumorosità supera la normale tollerabilità ed è sordo alle vostre
lamentele, bisogna agire giudizialmente.
E allora, vi starete chiedendo: cosa dobbiamo fare?!?
Innanzi tutto, registrate, registrate e registrate, procuratevi dei
testimoni e verificate se i rumori sono percepiti da altri condomini.
Poi, cercate di procurarvi un minimo intervento delle forze
dell’ordine, anche se solo nella forma dello scambio di generalità ed
ora vi spiego perché.
Soprattutto se gli agenti interverranno in ore notturne, ci sarà un
primo indizio a riprova della veridicità delle vostre ragioni.
Non dimentichiamoci che al cospetto delle forze dell’ordine molte
persone potrebbero, a propria discolpa, fare rilvelazioni interessanti,
che in linea teorica saranno messe nero su bianco nella relazione di
servizio degli agenti.
Magari il vicino riferirà di soffrire di insonnia e di riuscire a dormire solo suonando la chitarra elettrica.
Poi con il verbale di intervento e le vostre registrazioni,
rivolgetevi all’amministratore di condominio o ad un legale per
diffidare il vicino dal perseverare con la propria condotta.
Se prima della lettera del legale, o di un richiamo informale, il
saltellare per casa della vicina alle 3.00 del mattino con le zeppe ai
piedi può avere carattere inconsapevole, una volta che al vicino è noto
che la sua azione arreca disturbo e danno, si può ben presumere che il
ripetersi di quelle medesime condotte possa essere fatto con cognizione
di causa, o quanto meno accettandone i rischi e le conseguenze.
Nel caso in cui le molestie non dovessero cessare (e questa è la
stragrande maggioranza dei casi), lo step successivo è quello di
presentare una dettagliata denuncia-querela, ove dovrà essere esposto
nei particolari il tipo di condotte moleste, con l’indicazione di date e
la descrizione degli episodi più significativi nonché degli effetti
delle molestie sulla vostra salute.
Nella denuncia si dovrà anche fare una attenta ricostruzione
dell’animus agendi, per indicare agli inquirenti elementi utili a
determinare se le condotte moleste sono volontarie e, quindi, dolose, o
meno.
Questa fase è delicatissima, in quanto dalla stessa dipende la qualificazione del reato.
Infatti, a livello penalistico una condotta molesta può assumere
diverse connotazioni a seconda delle modalità pratiche di svolgimento ed
alle conseguenze sulla vittima, che vanno dai semplici rumori molesti
(disturbo della quiete pubblica) sino alla nuova figura dello stalking
condominiale.
Ebbene sì cari amici, spesso i rumori da appartamento trascendono in
vere e proprie condotte persecutorie sussumibili nel reato di stalking.
Si sa. Purtroppo, alcune persone, di fronte ad un appunto sulla
correttezza delle proprie abitudini, anziché fare un po’ di autocritica e
cambiare atteggiamento, hanno la reazione inversa ed i rumori assumono
la forma di vere e proprie persecuzioni (e quindi si può parlare di
stalking condominiale).
In questo ultimo caso, la reazione dell’ordinamento giuridico è molto
forte, in quanto può essere anche disposto l’allontanamento del vicino
rumoro dalla propria abitazione.
Sempre più numerose sono le sentenze che riconoscono nelle fattispecie di rumori molesti la sussistenza del reato di stalking.
In ogni caso, fatta la denuncia-querela, si potrà agire anche in sede
civile tanto in via cautelare e di urgenza, per ottenere la cessazione
dei rumori molesti e l’adozione di misure necessarie a neutralizzarli
(insonorizzazione degli ambienti a cura e spese del molestatore), quanto
in via ordinaria per ottenere il risarcimento del danno integrale.
Sul punto è sempre importante verificare l’esistenza del regolamento
di condominio, in quanto la presenza del medesimo sposta automaticamente
la competenza in capo al Tribunale (se il risarcimento del danno
richiesto supera l’importo di € 5.000,00) e muta la ripartizione
dell’onere probatorio tra le parti.
Ed infatti, sia con riferimento all’azione civile che all’azione
penale, per sostenere le proprie ragioni in giudizio servono delle
prove.
La prova de rumori molesti può essere fornita tanto con testimoni
quanto con registrazioni fonografiche, senza necessità di costose
verifiche da parte di esperti, che comunque male non fanno.
La soglia di tollerabilità di cui alle norme civilistiche e
penalistiche non è legata a parametri legali, ma è oggetto di
valutazione da parte del Giudice. Le lezioni di ballo o i giochi dei
bambini alle 3.00 del mattino, anche se non producono rumori oltre
soglia (il che è difficile), sicuramente violeranno gli artt. 844 e 2043
cod. civ.
Per il resto, la giurisprudenza ha sfornato numerose decisioni in cui
si esprime un deciso favor, anche sotto il profilo probatorio, per la
vittima.
Per concludere, il mio consiglio cari amici è quello di rispettarvi a
vicenda e, se vi vengono mosse delle critiche ragionevoli e fondate, su
abitudini che possono arrecare fastidio, di lavorare per trovare una
soluzione che soddisfi entrambe le parti.
Naturalmente, è inutile dirlo, non cercate di vendicarvi nei
confronti di chi vi ha mosso una critica, in quanto, oltre ad essere
sbagliato, potreste rischiare di incorrere in una condanna penale per
stalking, reato gravissimo.