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domenica 27 ottobre 2013

Nessun risarcimento per i passanti ripresi in TV in occasione di eventi sportivi o manifestazioni di pubblico interesse come il gay pride

Un uomo viene innocentemente ripreso dalla telecamera di un noto TG il giorno del gay pride, mentre si trova alla Stazione Centrale di Milano, luogo di incontro di molti partecipanti, e le immagini vengono diffuse in un servizio dedicato all'evento.

Le immagini in questione sono del tutto innocenti. Un flash di pochi secondi in cui l'uomo si trovava all'interno della stazione, in mezzo ad una folla anonima di passeggeri, la quale faceva solo da sfondo del contestato servizio televisivo.

Insomma, già dall'incipit si capisce come la macchina della giustizia italiana abbia dedicato tre gradi di giudizio a questo personaggio, che per una mera questione di principio abbia ritenuto violati i propri diritti fondamentali. 

Ciò che stupisce è che costui sia addirittura riusciuto ad ottenere - in primo grado - la condanna della redazione del TG ad un risarcimento danni di € 20.000,00 (ripeto, € 20.000,00) per violazione della privacy.

La Corte d'Appello di Roma, tuttavia, ha riconsiderato il caso, annullando la condanna al TG ed ordinando all'uomo la restituzione del risarcimento disposto dal Giudice di primo grado.

L'uomo, sempre pungolato dal principio di non essere associato al gay pride, non si da per vinto e propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello, ma la Suprema Corte ha confermato la sentenza di secondo grado e, dopotutto non poteva essere altrimenti.

Infatti, la violazione della privacy non si configura quando l’esposizione, o la pubblicazione, dell’immagine altrui non può considerarsi abusiva e ciò avviene ogni qual volta l'immagine si ricolleghi a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. 

Il concetto di avvenimento o cerimonia di interesse pubblico non deve essere inteso in senso così restrittivo da escludere tutto ciò che non attiene in via immediata e diretta con l’evento stesso, dovendosi ritenere ricompresi nella previsione legislativa anche quegli episodi che, pur non integrando in sé l’evento, al medesimo si ricolleghino in modo inequivocabile (come l'arrivo in stazione dei partecipanti ad un evento di interesse nazionale).

Se ci fate caso, anche in occasione di eventi sportivi o politici, i relativi servizi giornalistici sono corredati da immagini raffiguranti l'arrivo dei partecipanti in aeroporti, stazioni, porti.  

Il principio giurisprudenziale consacrato è in parole semplici il seguente, Come nessuno può dolersi di essere stato ripreso mentre passeggiava in montenapoleone il giorno di inizio dei saldi o alla stazione il giorno dell'arrivo dei tifosi di una squadra di calcio, allo stesso modo non  può dolersi di essere stato ripreso il giorno del gay pride.

Un diverso orientamento giurisprudenziale ed una diversa interpretazione della normativa in materia di privacy porterebbe, infatti, all'assurdo di costringere i mass media a manipolare tutte le immagini - per ogni tipo di servizio o reportage - onde non urtare la sensibilità dei soggetti di volta in volta ripresi dalle telecamere. 

Aderendo alla tesi del nostro personaggio, anche un tifoso di una squadra calcistica potrebbe lamentarsi per il fatto che la sua immagine sia associata ad una partita della squadra avversaria.

Onde evitare tali abusi, nessuno può dolersi per essere stato ripreso nel bel mezzo di una folla anonima di passeggeri, la quale faceva solo da generico sfondo. 

Dopotutto, se il nostro personaggio avesse preso parte attivamente alla manifestazione avrebbe offerto consapevolmente la propria immagine a difesa del gaypride e non potrebbe certo dolersi della ripresa televisiva. 

Se, invece, egli si trovava casualmente all’interno della stazione di Milano, senza alcun contatto con i manifestanti, è evidente che l’eventuale ripresa televisiva non potrebbe danneggiarlo, figurando egli come quivis de populo, assolutamente non ricollegabile con la partecipazione alla manifestazione del gay pride.

Un luogo pubblico quale la Stazione Centrale di Milano, non è certo il luogo più adatto per invocare la tutela della privacy e la riservatezza e non si può certo pretendere che, in relazione ad un contesto pubblico, operino le stesse tutele in materia di privacy previste per un contesto privato, quale il giardino di casa propria. 

Quando si circola in luoghi pubblici o di pubblico interesse, peraltro in occasione di manifestazioni di rilevante peso mediatico, bisogna accettare il rischio di essere ripresi dalle telecamere. Come, ad esempio, potrebbe avvenire in occasione di una manifestazione politica, sportiva o di costume.

Peraltro, il tempismo del nostro personaggio non è certo dei migliori. E' noto come oggi vi sia una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica contro le discriminazioni sessuali.

Infatti, è evidente che il nostro personaggio ha promosso un giudizio, arrivato fino al terzo grado, sulla base della convinzione che l'associazione della propria immagine ad un servizio sul gay pride potesse avere risvolti lesivi del proprio onore e decoro, diritti inviolabili della persona.

Forse il nostro amico avrebbe fatto meglio a prendersi meno sul serio e a giustificare di fronte alla famiglia ed agli amici del bar la propria presenza in TV in occasione del gay pride con un po' di auto-ironia. 

mercoledì 9 ottobre 2013

Le pillole di Rex Law: Responsabilità medica - il paziente ha l'onere di provare il nesso causale

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in tema di responsabilità medica, dimostrando di non aver trovato un orientamento stabile ed univoco comn riferimento alla prova del nesso causale tra il danno ed la condotta del medico.
 
Si alternano in materia sentenze che ora sono più favorevoli ai pazienti danneggiati ora più favorevoli ai medici danneggianti.
 
La sentenza in commento si pone in media re tra medici e pazienti, affermando che nei giudizi di risarcimento del danno causato da attività medica, il danneggiato ha l’onere di provare l’esistenza del rapporto di cura, il danno ed il nesso causale, mentre ha l’onere di dedurre, senza tuttavia provarla, la colpa del medico, il quale, invece, ha l’onere di provare che l’eventuale insuccesso dell’intervento, rispetto a quanto concordato o secondo il principio dell'id quod plerumque accidit, sia dipeso da causa a lui non imputabile. 
 
In particolare, il paziente deve provare la mancata riferibilità danno subito ad altre cause, pregresse o esterne, idonee a far ritenere la riconducibilità della condizione stessa al fatto dei sanitari.

A questo punto, visto il susseguirsi di sentenze di merito e di legittimità su questo tema scottante, spesso contrastanti e comunque non sempre allineate, Mk&P pubblicherà a breve uno studio ambizioso che si prefigge, per chiarezza dei nostri lettori, di sciogliere il nodo giurisprudenziale formatosi in giurisprudenza ed in dottrina e pervenire ad una sintesi che componga questo atavico conflitto creatosi tra i medici, che oggi hanno paura di lavorare con serietà, ed i pazienti, che a loro volta hanno paura di essere vittima di professional malpractice.

Evasione Fiscale: inevitabile la chiusura dell'attività in caso di mancata emissione dello scontrino, anche se il contribuente accede alla procedura di definizione agevolata dell'avviso di accertamento

Mala tempora currunt. C'è crisi, l'evasione fiscale è una piaga della società e la Giurisprudenza non intende spuntare le poche armi che lo Stato Italiano prevede per la lotta allo scontrino facile.

Con sentenza n. 22491/2013 la Corte di Cassazione ha, quindi, stabilito che la definizione agevolata della multa inflitta per la ripetuta mancata emissione degli scontrini fiscali non evita la sanzione della sospensione dell’attività commerciale. 

L’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 12 del Dlgs 471/1997, che prevede la sospensione della licenza, non può ritenersi mai impedita dalla definizione agevolata di una o più delle tre violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi nel corso di un quinquennio, costituenti, nel loro insieme, la fattispecie unica punita con la sanzione della sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività.

Ciò anche quando il contribuente ha pagato, senza impugnazione, l’avviso di accertamento derivante dal verbale di contestazione dell’omesso scontrino fiscale, nel termine agevolato di 60 giorni.

 

Riflessioni: divorziare in Russia o separarsi in Italia?

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha recentemente annunciato il proprio impegno a rendere il divorzio in Russia più oneroso.

Bisogna premettere che in Russia non è previsto dalla legge l'istituto della separazione personale tra i coniugi, vale a dire quel periodo di transizione, banco iudicis pronunciato e della durata di ben 3 anni, che i coniugi devono affrontare prima di poter sciogliere definitivamente gli effetti civili del matrimonio.
Al contrario, invece, in Russia si divorzia direttamente senza prima separarsi.
Secondo la nostra esperienza possiamo dire che in Russia divorziare è facile come bere un bicchier d'acqua, soprattutto in assenza di figli minori o beni cointestati.

Anzi in questi casi non è neppure necessario divorziare in Tribunale.

E', infatti, previsto il divorzio amministrativo, ragione per cui i coniugi non devono fare altro che recarsi presso l'Ufficio del Matrimonio e ritirare le proprie solenni promesse.

Tuttavia, il divorzio amministrativo ha lo svantaggio che, spesso e volentieri, l'Ufficiale di Stato Civile Italiano si rifiuta di trascriverlo, con la necessità di dover attivare il giudizio di delibazione del provvedimento amministrativo davanti alla Corte d'Appello Italiana, con tutte le lungagini del caso (le procedure possono durare anni).

Poiché, tuttavia, anche in Russia vige il principio del ne bis in idem, se l'Ufficiale di Stato Civile dovesse rifiutarsi di trascrivere il vostro divorzio amministrativo, scordatevi di tornare in Russia per sostituire il divorzio amministrativo con il divorzio giudiziale.

In questi casi, il Tribunale Russo si rifiuterà di pronunciare per la seconda volta un provvedimento di divorzio. In poche parole, frittata sarà fatta.

Evitate, quindi, le procedure fai da te ed affidatevi ad Mk&Parters, leader nella consulenza matrimoniale nelle coppie miste italo-russe.

Noi di Mk&Partners abbiamo sviluppato una strategia vincente che vi permetterà di divorziare in 4 mesi.

Avete capito bene. Con la strategia MK&Partners il vostro matrimonio ingombrante sarà spazzato via nel giro di 4-5 mesi.

Già, perché la via apparentemente più breve non sempre è la migliore e, spesso, nei fatti, si rivela irta di insidie.

Come ovvio, infatti, la legislazione Russa prevede, oltre al divorzio amministrativo, anche il divorzio giudiziale, consensuale o contenzioso che sia.

Peraltro, in Russia, anche in caso di divorzio contenzioso (vale a dire in caso di mancato accordo tra le parti), la procedura è abbastanza snella e breve e non si rischia di incappare nelle lungagini che affligono le nostre procedure. 

Senza considerare che, dal punto di vista economico (rectius dei rapporti patrimoniali tra i coniugi) la regola è quella del "pari e patta" e molto raramente è posto in capo al coniuge economicamente forte l'obbligo di provvedere al mantenimento ed agli alimenti di prole e/o ex coniuge.

Ciò detto va sottolineato che nel diritto internazionale vale la regola del "chi tira il pugno vince."

Vale a dire che la competenza giurisdizionale e la legge regolatrice del vostro divorzio apparterranno allo Stato in cui la procedura verrà stata avviata per prima. 

Quindi, se il vostro coniuge depositerà un ricorso per separazione avanti al Giudice Italiano (litispendenza), non sarà possibile procedere con il divorzio russo.

Con tutto quello che ne consegue in termini di costi e tempistiche.

Quindi, quando iniziate a sentire sospetti scricchiolii nel vostro matrimonio ed a respirare aria di crisi, rivolgetevi a noi.

Infatti, Mk&Partners ed il suo team di consulenti italiani e russi hanno tutto il know how e l'esperienza necessaria per farvi uscire indenni dal vostro matrimonio misto.

Contatti: info@mkpartners.it

sabato 14 settembre 2013

Le pillole di RexLaw: Affidamento esclusivo se il genitore manifesta palese disinteresse verso i figli

Quando l'amore finisce, in tema di affidamento dei figli - sia nati da genitori coniugati che nati fuori dal matrimonio - la regola generale è quella dell'affidamento congiunto, o condivisio.

Quindi, sebbene la prole venga fisicamente collocata presso uno solo dei genitori (e non potrebbe essere altrimenti a seguito della separazione personale), il genitore affidatario è, comunque, in via di principio libero di coltivare e sviluppare il proprio rapporto con i figli, seppur nei limiti degli accordi relativi al diritto di visita raggiunti con il genitore presso cui il minore è collocato.

A tale principio era possobile derogare solo se, come previsto dall'art. 155 cod. civ., il rapporto con l'altro genitore poteva risultare pregiuzievole per il minore e, quindi, costituire un pericolo o una minaccia per lo svilupppo della sua personalità o per il suo percorso educativo. 

Tuttavia, una recente sentenza della Suprema Corte ha introdotto una nuova ipotesi in cui è necessario procedere con l'affidamento esclusivo, e cioè quando uno dei genitori manifesta palese disinteresse verso la prole.



Le pillole di RexLaw: Anche d'ufficio l'addebito al coniuge della rata del mutuo fondiario contratto per l'acquisto della casa coniugale

Secondo la Corte di Cassazione (Sent. 20139/2013), l'assegno per il mantenimento della prole può essere comprensivo di una quota della rata del mutuo contratto per l'acquisto della casa familiare, quand'anche acquistato in regime di separazione dei beni.

L'addebito della rata del mutuo costituisce, infatti, secondo la Suprema Corte, una modalità di adempimento dell'obbligo di mantenimento della prole e perciò il Tribunale può, anche ex officio, ritenutane la necessità, procedere alla relativa imputazione al coniuge.

L'importanza di questa statuizione risiede proprio nella circostazione che l'addebito della rata del mutuo al coniuge sia stato disposto d'ufficio, in assenza di apposita domanda ex parte, peraltro in una fattispecie in cui le parti avevano raggiunto un accordo tanto sull'aspetto economico (assegno di mantenimento/alimenti/casa coniugale) quanto sui profili relativi al mantenimento della prole, all'affidamento ed all'esercizio del diritto di visita.

martedì 23 luglio 2013

Evitare la crisi di impresa si puó

Negli ultimi cinque anni decine di migliaia di imprese di ogni dimensione sono state vittime di crisi aziendali, in varie forme.

Molte hanno dovuto arrendersi, moltissime stanno ancora lottando per la
sopravvivenza, e qualcuno è anche riuscito ad uscirne.

Le difficoltá hanno sovente cause di mercato o derivano da errori gestionali, ma assumono contorni critici solo quando la crisi diventa finanziaria e si manifesta con la difficoltà di rispettare i pagamenti verso creditori o i dipendenti.

Recentemente queste difficoltâ si sono acuite a causa della mancanza di liquidità che affligge il nostro mercato, con la conseguenza che innumerevoli sono stati i fallimenti generati da mancati o ritardati pagamenti da parte di clienti.

Questo succede anche perché gli imprenditori, all'insorgere delle prime difficoltá, tendono ad andare avanti come se nulla fosse.

Ebbene, questo é il primo errore da evitare.

Il primo calo significativo di fatturato non deve
essere giustificato con l’andamento del mercato.

Sebbene un calo nel fatturato non si traduca necessariamente in tensione finanziaria, potrebbe essere meno temporaneo di quanto si creda e gli effetti, prima o poi, si faranno sentire.

Occorre domandarsi e calcolare quanto a lungo possa resistere l’impresa e predisporre i primi
programmi per la riduzione dei costi o la ricerca di nuovi sbocchi commerciali (nuovi mercati B.R.I.C. tanto per cominciare), investendo le risorse necessarie affinché il tentativo di espansione non diventi un flop clamoroso e si riveli un pericoloso boomerang.

Purtroppo, invece, sono pochissime le piccole e medie imprese con questa capacità e velocità di reazione.

In realtá, molti imprenditori non riescono a cambiare veramente rotta e la tardivitá della reazione non fa che acuire la crisi, che puó cosí diventare irreversibile.
​
L'eccesso di self confidence spesso é anche causa del fatto che l'imprenditore non ha la situazione in pugno e non sa tutto quello che avviene in azienda.

Contabilità in ritardo, scarsa dotazione
informatica, mancanza di informazioni precise e voler fare tutto da soli senza affidarsi a consulenti, sono tutti elementi sono elementi comuni che ritroviamo in tutte le aziende in crisi.

La navigazione a vista é sempre molto pericolosa.

La presenza di un sistema di controllo di gestione e l'ausilio di consulenti legali e finanziari é vitale per evitare di incorrere in errori grossolani.

Un contratto importante non revisionato da un professionista puó nascondere insidie e rischi in grado di minare la stabilitá aziendale. Questo é risaputo e non dobbiamo essere noi di MK&P a dovervelo spiegare.
​
E questo magari solo per la smania di voler fare da sé, perché si é convinti che con google si risolve ogni problema.

Accettare, poi, ordini e commesse con tempi o servizi non alla portata della capacità aziendale potrebbe, ad esempio, esporre l'azienda al rischio di penali o contenziosi legali assai spiacevoli e costosi.

Naturalmente, a questi rischi, al momento delle trattative, quando eravate animati dal classico volemose bene e dalla fretta di firmare, non avevate pensato.
          
Cosí come spesso si dimentica che é di importanza fondamentale avere flussi di cassa sempre in movimento (cash flow) ed incassare con costanza.

Prima di dare credito spendete qualche euro per acquisire informazioni commerciali sui clienti nuovi e, soprattutto, non lasciate che le fatture rimangano a marcire per mesi, magari mentre nel frattempo continuate a fornire la vostra prestazione al cliente moroso.

Individuate e combattete i cattivi pagatori. Le vostre armi devono essere diffide, decreti ingiuntivi ed informazioni commerciali.

Tante volte ci siamo trovati di fronte a societá con crediti in sofferenza stagionati ed esposizioni notevoli verso gli stessi soggetti o fatture per centinaia di prestazioni, anche di poco valore, non riscosse a tempo debito.

Del pari, evitate di accumulare troppi debiti. La sofferenza fa presto a trasformarsi in insolvenza.

Un'impresa virtuosa dovrebbe sempre avere una riserva di cassa sufficiente a far fronte a situazioni di crisi e, peraltro, la legge in molti casi lo prevede.

È, comunque, consigliabile rivolgersi a degli esperti anche per la gestione dei debiti.

Non disperate, quindi, uscire dalla crisi si puó, ma senza un consulente di fiducia a cui affidarsi non si va molto lontano.

Risparmiare non paga e navigare con una piccola barca in mari molto agitati non é la strategia vincente.

Azienda in crisi... che fare?




Dal 2007 migliaia di imprese di ogni dimensione sono state e sono tutt'ora interessate da crisi aziendali, che hanno portato molte di loro a chiudere i battenti, mentre altre stanno ancora lottando per la sopravvivenza. 

Eppure il salvataggio non è un miraggio, ma può diventare una rassicurante realtà se deciderete di rivolgervi a degli esperti, onde evitare di aggravare in modo irrimediabile la crisi aziendale ed entrare in una inesorabile agonia, che non potrà che concludersi con il fallimento. 

MK&Partners traghetterà la vostra azienda fuori dall'incubo dell'indebitamento, gestendo direttamente il vostro monte debiti, ricevendo le telefonate da parte dei creditori, cercando di transare con loro le posizioni a sofferenza, di procedere alla liquidazione e cancellazione dell’impresa oppure se necessario di trasferirla all’estero.

Qualunque siano i problemi che impediscono alla Vostra azienda di raggiungere lo scopo per cui è stata creata, ovvero produrre utili, Mk&Partners risolverà il problema.

Quando avete la percezione che la vostra azienda sta incontrando difficoltà rilevanti, a parte affidare ad un legale la gestione delle posizioni debitorie, dovete anche considerare le seguenti ipotesi: 

a) sostituire l'amministratore o l’intero consiglio di amministrazione, onde evitare che vengano coinvolti in un eventuale fallimento, restando marchiati a vita;

b) cedere le quote della società;

c) trasferire la sede legale e mutare la ragione sociale (nominativo) per guadagnare un po' di tempo.

In questo modo potrete togliervi il peso di una società in crisi e tornare a dormire sonni tranquilli.

Chiarezza, trasparenza e privacy sono le doti che ci distinguono.

Nasce MK&Partners

MK&Partners è una nuova realtà a vocazione internazionale, con sede a Milano e dislocazioni in Russia, che si propone in primo luogo di rinfrescare l’immagine della professione forense e restituirne nuova dignità. Ma MK&Partners non è solo assistenza legale.

Proprio in considerazione della propria vocazione internazionale, lo Studio è specializzato nella consulenza a professionisti ed imprese nell’ambito dell’internazionalizzazione e dell’apertura di sedi e rappresentanze commerciali e produttive nel territorio Russo, oltre che in ambito comunitario.

Lo Studio offre consulenze e lavora, oltre che in lingua italiana, anche in russo ed in inglese.

Contatti: info@mkpartners.it
Website: www.mkpartners.ru

venerdì 5 luglio 2013

Practical Guide to Futures - Second speech of Mr. Renato Musella at Sochi International Forum "Global Grain"

Dear Friends, as you all know, grains international trade market is based on so said futures contracts.

The term “contract” referred to futures exchange trades can be a little off putting, but it is mainly used since a futures investment has an expiration date and however is tying a futures buyer and seller together on a commodities market to trade a specified asset of standardized quantity and quality for a price agreed upon today, while delivery and payment will be issued at a future date, as well known as the delivery date. So we can still keep naming them as contracts.

The contracts are negotiated at a futures exchange market, which acts as an intermediary between the two parties, serving the different raw commodities or commodity groups.

Answering the question raised during the Sochi Global Grain Forum (whether Russian Federation should acquire a futures exchange market for grains), Mk&Partners underlines the importance of the exchange market, since it brings together the opposite interests and purpose of operators, costumers and investors.

In the case of grain commodities, like corn and wheat, the commercial commodity producers as farmers, who plant, harvest and sell their corn have an opposite interest and purpose from commercial commodity consumers as for example cereal companies, bread manufacturers.

Upstream producers want to hedge their crop against potential falling prices when harvest time comes, while consumers want to lock in a good price today for future delivery of raw commodities like corn, in the case of rising prices in the meantime.

It’s clear how futures exchange markets are bringing futures speculators, hedgers and producers together.

The most controversial term, the casus belli, in future markets is the price.

Once the delivery date arrives, the amount exchanged is not the specified price on the contract, but the spot value. Consequently it’s vital to elaborate tools for managing price and income risk in the volatile price environment

Let’s make a practical example. Producers want to protect themselves from possible future declining prices and a potential loss at harvest time.

As you all know, the farmer has production costs to be covered and therefore first of all they are willing to earn the cost back and make a profit on the sold. But crops will be ready to harvest and sell after several months.

All sorts of factors like weather temperature, rain, drought, higher or lower yields from competing international producers could influence the crops and the final price, in case he will be able to sell it.

Consequently, on future exchange market produces agrees to sell their products in the future markets to consumer today, for a set specified price for delivery which will be placed several months later.

The producers want to ensure they won’t face a loss in case the overall market for crop produce a surplus, decreasing commodity prices at harvest time.

On the other hand, if there’ll be a shortage of production and high demand at harvest time, crops would be worth a higher price in the future market.

In this case, the produces would face a loss since there would have been a higher profit for crops, if had waited for harvest to sell, but still came out to the good, locking in a good price to cover costs and a profit by trading in the future markets 6 months ahead of harvest time.

If there had been unexpected surplus of production at harvest time, still producers acting on futures market would be to the good, protecting themselves by locking in a pre-determined profit for their corn when they agreed to sell crop months earlier at planting time.

On the other side, consumers act on the futures exchange markets to ensure the lowest price they can for raw commodity to avoid the possibility of crop shortage resulting in high demand with the consequence of raising prices at harvest.

Noticeably, on commodities market both parties are far more concerned with minimizing their future risk than maximizing their profits.

Aware of the fact that reality isn’t so simple as the foregoing examples and aware of all difficulties related with cereals commodity market Mk&Partners would like to illustrate you the following practical advises.
As stated before, the parties acting on futures market have opposite interests and purposes.

Mors tua vita mea used to say the Romans, so it’s mandatory not to consider your counterpart as your best friend (this is the mistake almost all my client do at the very beginning, asking me not to be too strict and rigorous writing the contract), but to be more realistic and be aware that your contractual party is doing his own business and playing his cards.

Operators tend to forget that the contracts are legal instruments that obligate both parties to commitments and obligations so try to follow the suggestions below before during your negotiations:

1. Before you sign a contract, know and understand all of its features and how they will affect your interests.

It shall be more than clear all the aftermaths of the contracts on the reduction of market risk, where the contractual terms and conditions could represent a risk for you, and what your obligations really imply and mean;

2. So if you have any doubt don’t pretend that you understood everything and don’t sign before you clarified and erased all weaknesses with the assistance of an attorney.

3. Get informed on your counterpart, especially about his financial and economic conditions and ability to perform obligations.

4. Try to understand how the grain price has been determined. As you have surely understood from above explanation, the main risk of a future contracts comes from the price volatility. If a formula is involved, be sure you understand how it works and try to understand what your price would be with extreme market conditions.

5. Understand the implications if your production falls short of the quantity you have contracted to deliver.

A production shortfall can have implications for your net income and financial risk exposure, as well as for meeting contract obligations. The contracting firm establishes a position in the futures or options market to support your contract, and hence has financial obligations that depend on timely fulfillment of your contractual obligations.

While some term and conditions of grain sale or purchase contracts may vary, the following key elements, in all their simplicity, should be present in all contracts:

1. The quality (grade) of grain delivered or to be delivered;

2. The date by which delivery is to be issued;

3. The location for delivery;

4. The price or formula to be used in determining the net price;

5. Price adjustments if you are unable to meet the specified grade;

6. The quantity being contracted;

7. Signatures of both parties and date of signing. 

The price is a function of the futures market and the cash market, so there is a futures component and a cash component and the difference between the two is the basis.

Subtract the cash from the futures price and you have the basis, which is likely a negative number, unless your local processor, ethanol plant, or feed lot is in need of grain.

At that point it might be a positive number. There are four independent dynamics which are identified as pushing and pulling on the cash market to cause the basis to be where it is:

a)                  Corn and bean futures have declined. When the futures prices decline there is less interest by producers in wanting to sell into a market in loss. Consequently, when futures prices decline, cash prices typically rise because consumers need to acquire the physical commodity;

b)                 Ending stocks got to be tight. With a small carryout end users know that bushels are being rationed and it may be difficult to acquire needed stocks; Consequently, cash prices will rise in an effort to acquire just enough stocks to satisfy the immediate demand.

c)                  Good demand. Both processors and exporters are seeing increased demand so they are also bidding up the cash price to obtain the physical commodity;

d)                 Lack of farmer selling. A basis contract can be used to market your grain by taking advantage of the narrow basis, and then sometime later, locking in the futures portion of the price. When that occurs you have a forward contract, theoretically with a higher value due to the narrow basis.

The key to success is watching the futures price and ensuring that the contract agreement is completed before the futures price erodes further.

Therefore before to enter into a future contract you shall consider the following risk elements:

1)                 Market-volatility risk with minimum price contracts; thus the risk that the net price on such contracts will not change one-for-one with cash and futures prices as the price level rises. The same kind of risk exists with maximum price contracts used for feed purchases. The size of this risk varies with market volatility and the length of time until contract delivery. It tends to be largest with volatile markets and when the delivery date is several months away;

2)                 Tax risk, which includes the risk of whether futures or options-based losses in contracts will be ordinary business expenses or capital losses, as well as other tax issues. Provision is made to carry capital losses forward to later years. For corporations, no capital loss is deductible unless matched by capital gains. Elevator contracts typically do not separate these price components, but tax issues can still be critical;

3)                 Counter party risk. The risk that the buyer will be unable to perform part or all of his or her contractual obligations or will be unable to pay for your grain. This risk is especially important for credit-sale contracts, in which the title of grain has been transferred to the buyer but payment has not yet been made. This risk also may be a consideration with other types of contracts;

4)                 Control risk —the risk that contracts will get out of control. Some contracts require several stages of decision-making beyond the initial contract signature. With these contracts, there is risk that market action will move your net return to an unacceptable level before you realize what is happening and can take corrective action.

From all aforesaid, it’s evident that grain contracts are important tools for managing price and income risk in the volatile price environment.

Successful use requires a complete understanding of how various contracts work, the kinds of risk they are designed to control, and the areas of risk that remain after the contract is signed.

In conclusion, we hope that our practical suggestions will lead you on the right route in your cereals trades. But do not forget to get professional assistance if necessary.

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