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domenica 9 marzo 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: I genitori rispondono dei danni cagionati dal figlio minore, quand'anche emancipato

MK&PARTNERS Адвокат в Италии

Chi rompe paga ed i cocci sono suoi. Così recita un antico proverbio e se chi rompe è minorenne degli anni 18, secondo l'art. 2048 cod. civ. a pagare devono essere i genitori.

Era controverso se questo principio valesse anche per i minori ormai prossimi alla maggiore età.

A questo quesito ha risposto, in maniera affermativa, la Corte di Cassazione, secondo cui i genitori possono essere chiamati a pagare i danni causati dai figli, anche se i ragazzi sono prossimi alla maggiore età (vd. Sentenza 3964/2014).

Infatti, il compito di impartire insegnamenti adeguati e sufficienti ad affrontare correttamente la vita di relazione deve essere assolto con maggiore rigore proprio in ragione dei tempi in cui avviene l'emancipazione dal controllo diretto dei genitori. Anzi, proprio nel momento in cui il minore si appresta a perdere il proprio status, i genitori devono premere sull'acceleratore e responsabilizzarlo maggiormente. 

Infatti, nella casistica giurisprudenziale è emerso che alcune corti territoriali ritenessero che per determinati atti il minore acquisisca una consapevolezza più che adeguata e che, quindi, eventuali violazioni di legge foriere di danni non possano essere imputate ad una cattiva educazione da parte dei genitori, che deveno essere quindi liberati dalla responsabilità solidale di cui all'art. 2048 cod. civ. 

La Corte di Cassazione ha invece ritenuto non condivisibile questo indirizzo giurisprudenziale, ribadendo il principio di responsabilità dei genitori per i fatti illeciti commessi dal minore con loro convivente, prevista dall'art. 2048 cod. civ.

E ciò in quanto la solidarietà passiva connessa a tale responsabilità è correlata ai doveri inderogabili posti a loro carico dall'art. 147 cod. civ. ed alla conseguente necessità di una costante opera educativa, finalizzata a correggere comportamenti non corretti e a realizzare una personalità equilibrata, consapevole della relazionalità della propria esistenza e della protezione della propria ed altrui persona da ogni accadimento consapevolmente illecito.

I genitori possono liberarsi da ogni responsabilità soltanto se dimostrano di non avere avuto una colpa nell'educare il loro figlio, anche se ormai e' prossimo alla maggiore età. 

D'altra parte, se è vero che oggi è sempre più anticipato il momento in cui i minori si allontanano dalla sorveglianza diretta dei genitori, vanno a scuola da soli e se un quattordicenne può anche girare in motorino, è pur vero che l'obbligo di vigilanza dei genitori non può certo essere annullato, ma assume, piuttosto, contorni diversi.

Anzi, il compito di impartire insegnamenti adeguati deve essere assolto anche con maggior rigore proprio in ragione dei tempi in cui avviene l'emancipazione dal controllo diretto dei genitori. 

Questa sentenza, rappresenta un monito importante alle famiglie italiane, che troppo spesso stanno abdicando i propri compiti educativi e precettivi, lasciando i figli in balia dei social network e dei video games, perdendo il controllo sulla prole e ciò fino a quando una sentenza giudiziaria non li condanna al risarcimento dei danni cagionati dai figli, ricordando loro che i figli li devono educare e non parcheggiare davanti ad un pc.

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