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martedì 21 ottobre 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Medical malpractice: il Tribunale di Milano riscrive davvero il regime della responsabilità da colpa medica?

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Si narra che il Tribunale di Milano, Sez. I Civile, avrebbe riscritto i punti cardinali della responsabilità per colpa medica, cd. medical malpractice, ma è proprio così?

Secondo noi di Mk&Partners, lo è in parte. Semplicemente il Tribunale di Milano ha ritenuto, primo in Italia, di applicare alla lettera il c.d. Decreto Balduzzi, che qualifica la responsabilità del medico ospedaliero come responsabilità ex art. 2043 cod. civ., da fatto illecito.

Il regime della responsabilità contrattuale di cui all'art. 1218 cod. civ. continua, invece, a disciplinare il rapporto tra il paziente e la struttura ospedaliera, e ciò in virtù della celeberrima teoria del contatto sociale, che si instaura sin dal momento dell'accettazione del malato in ospedale.

Le conseguenze della applicazione del Decreto Balduzzi sono molto importanti, visto che, nel rapporto tra medico e paziente, cambia il regime dell'onere della prova e cambia altresì il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

L'onere della prova nei rapporti contrattuali è di fatto a carico del debitore (nel nostro caso il medico), in quanto, secondo la atavica giurisprudenza Corte di Cassazione, nei rapporti contrattuali, il creditore (nel nostro caso il paziente) deve solo provare il rapporto contrattuale (e, quindi, nel caso di specie, il contatto sociale - l'accettazione) ed eccepire l'inadempimento della controparte (l'errore del medico nell'esecuzione della prestazione tipica, l'operazione o il trattamento sanitario).

Mentre secondo l'orientamento costante della Corte di Cassazione, era il medico a dover dimostrare di aver operato bene, secondo il Tribunale di Milano è il paziente a dover dimostrare l'inadempimento e non solo ad eccepirlo.

Secondo il Tribunale di Milano, tale orientamento ha comportato una maggiore esposizione dei medici al rischio di dover risarcire danni, anche ingenti, con proporzionale aumento dei premi assicurativi, contribuendo all’esplosione del fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva”, come reazione al proliferare delle azioni di responsabilità promosse contro i medici.

Per arginare questo problema e restituire nuova dignità alla professione medica, nel 2012 il Legislatore ha emanato il Decreto Balduzzi, in forza del quale, il medico che si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, non risponde penalmente per colpa lieve.

In tali casi resta, comunque, fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 cod. civ. 

Quello che precede è il dettato normativo letterale. La norma è scritta malissimo e, infatti, la Corte di Cassazione presupponeva l'esistenza di un errore dovuto verosimilmente ad ignoranza di chi ha redatto la norma.
Il Tribunale di Milano, chiamato ad applicare il Decreto Balduzzi, si è rifiutato di credere che il Legislatore fosse così ignorante da non conoscere il senso del richiamo alla norma cardine della responsabilità da fatto illecito.

Anzi il fatto che si sia premurato di precisarlo in sede di conversione del decreto, fa escludere sia stata una svista, ma solo carenza di cultura delle tecniche di redazione normativa.

Come dare torto al Tribunale di Milano. Il compito del Giudice non è quello di sostituirsi al Legislatore, ma di attribuire alla norma il senso che può avere in base al suo tenore letterale e all’intenzione del legislatore. 

Certo l'On. Renato Balduzzi ha scritto che il medico risponde ex art. 2043 cod. civ., ma è anche vero che il riferimento all'art. 2043 cod. civ., secondo Mk&Partners, va letto con riferimento ai casi di COLPA LIEVE che non fondano la responsabilità penale. Perché è questo che dice il Legislatore.

In ogni caso, secondo il Tribunale di Milano in forza del Decreto Balduzzi non è più il medico a dover provare la propria correttezza, ma il paziente a dover provare la colpa del medico e, in tema di prescrizione, il termine è ovviamente quello quinquennale del diritto al risarcimento del danno, anziché quello decennale previsto in ambito contrattuale.

Secondo il Tribunale, non si rischia "un’apprezzabile compressione del diritto alla salute del paziente", perché la responsabilità di tipo contrattuale resta attivabile contro l’ospedale invece che contro il medico.

Quindi il Tribunale ammette che con l'applicazione in questi termine del Decreto Balduzzi vi sarà una compressione del diritto alla salute, ma "non apprezzabile".  

Secondo il Giudice, ricondurre la responsabilità del medico nell’alveo della responsabilità da fatto illecito dovrebbe favorire l’alleanza terapeutica fra medico e paziente, senza che venga inquinata da un sottinteso e strisciante “obbligo di risultato” al quale il medico non è normativamente tenuto, spesso alla base di scelte terapeutiche difensive, pregiudizievoli per la collettività e talvolta anche per le stesse possibilità di guarigione del malato. 

Condivisibile è il fatto che oggi il proliferare di cause per medical malpractice abbia condotto i medici ad assumere tecniche terapeutiche essenzialmente difensive, per la paura di operare.

Non condivisibile è invece mantenere due regimi di responsabilità distinte tra medico e struttura ospedaliera.


E' del tutto inutile, in quanto comunque la responsabilità della struttura ospedaliera è subordinata alla sussistenza di una colpa del medico.


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giovedì 9 ottobre 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: La Corte Costituzionale ridimensiona il fisco: regime di presunzioni da rivedere nell'accertamento bancario sui prelevamenti

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I prelievi dal conto bancario da parte di professionisti e autonomi senza giustificazione non possono essere considerati automaticamente compensi in nero. 

Lo stop arriva dalla Sentenza n. 228/2014 della Corte costituzionale che ha bocciato la presunzione relativa ai titolari di reddito di lavoro autonomo. 

La Consulta ha dichiarato così l’illegittimità parziale dell’articolo 32, comma 1, numero 2), secondo periodo, del Dpr 600/1973 nella parte in cui ha parificato lo stesso trattamento riservato per titolari di reddito di lavoro autonomo e reddito d’impresa.

La questione di incostituzionalità era stata sollevata dall’ordinanza 27/29/2013 della Ctr Lazio che aveva sottolineato l’irrazionalità della presunzione a favore del Fisco che trasforma i prelievi bancari senza indicazione del beneficiario in compensi non dichiarati.

Sebbene le figure dell'imprenditore e del lavoratore autonomo siano per molti versi affini nel diritto interno come nel diritto comunitario, esistono pur sempre specificità di quest'ultima categoria che inducono a ritenere arbitraria l'omogeneità di trattamento prevista dalla disposizione censurata, alla cui stregua anche per essa il prelevamento dal conto bancario corrisponderebbe ad un costo a sua volta produttivo di un ricavo. 

Secondo tale doppia correlazione, in assenza di giustificazione deve ritenersi che la somma prelevata sia stata utilizzata per l'acquisizione, non contabilizzata o non fatturata, di fattori produttivi e che tali fattori abbiano prodotto beni o servizi venduti a loro volta senza essere contabilizzati o fatturati.

Il fondamento economico-contabile di tale meccanismo era stato già ritenuto dalla sentenza 2225/2005 della Corte costituzionale «congruente con il fisiologico andamento dell'attività imprenditoriale, il quale è caratterizzato dalla necessità di continui investimenti in beni e servizi in vista di futuri ricavi».

La sentenza 228/2014 della Consulta precisa che «l'attività svolta dai lavoratori autonomi, al contrario, si caratterizza per la preminenza dell'apporto del lavoro proprio e la marginalità dell'apparato organizzativo: tale marginalità assume poi differenti gradazioni a seconda della tipologia di lavoratori autonomi, sino a divenire quasi assenza nei casi in cui è più accentuata la natura intellettuale dell'attività svolta, come per le professioni liberali».

La non ragionevolezza della presunzione che trasforma automaticamente in nero i prelievi in giustificati da autonomi e professionisti «è avvalorata dal fatto che gli eventuali prelevamenti (che peraltro dovrebbero essere anomali rispetto al tenore di vita secondo gli indirizzi dell’agenzia delle Entrate) vengono ad inserirsi in un sistema di contabilità semplificata di cui generalmente e legittimamente si avvale la categoria; assetto contabile da cui deriva la fisiologica promiscuità delle entrate e delle spese professionali e personali».

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MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Парламент России приближается к принятию закона о компенсации за санкциями

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Госдума России в среду приняла первый крупный шаг разрешать Кремль захватить зарубежные активы и использовать их, чтобы компенсировать физических и юридических лиц в России, которые пострадали от западных санкций в связи с кризисом Украина.

Закон стоит вооружиться правительство президента Владимира Путина с замечательным оружием возмездия, позволяющий эффективно правительство компенсировать те самые инсайдерской бизнесменов и других элитных деятелей, которые западные лидеры надеялись бы убедить российского лидера переломить его ход в Украине.

Санкции, введенные США, Европейского союза и других в той или иной фазы с марта были предназначены, чтобы принести Россию крениться. В то время как полные параметры законодательством неясны, западные корпорации держать миллиарды долларов активов в богатой энергоресурсами страны.

В соответствии с законом, суды могли захватить принадлежащие иностранцам недвижимость в России, чтобы завершить бюджет после этих расходов, в соответствии с проектом, который был одобрен на первом из трех чтений. Для законопроект станет законом в России, он должен пройти в нижнюю палату парламента три раза и верхнюю палату, Совет Федерации, один раз. Тогда он должен быть подписан президентом.

Ранние обсуждения правила осаждают заготовленный распродажи в конце прошлого месяца.
Средства массовой информации в России стали называть правило "Ротенберг Закон," Аркадия Ротенберга, бывшего дзюдо-спарринг партнера президента Путина, который стал богатый промышленник. 

Как сообщается, он потерял доступ к около 40 миллионов долларов стоимости недвижимости в Италии в сентябре. Г-н Ротенберг имеет труб и строительных предприятий на природный газ.

Закон принят, несмотря на возражения даже действующего членов правительства, что является редкостью в обычно монолитной политической системы России. Министр экономики, Алексей Улюкаев, сказал на прошлой неделе, "Там нет лучшего способа, чтобы создать отток капитала, чем прохождение или даже обсуждать такое законодательство.

Он прошел с 233 голосов для и 202 против, необычных в российском парламенте, где почти единодушной голосов являются более распространенными. Единая Россия Партия Путина проголосовали; другие, включая КПРФ, не желая видеть пособничество богатых, проголосовали против.

Закон позволяет гражданам России в которые страдают от "незаконной судебного акта" иностранного правительства обратиться за компенсацией в России, в конечном счете, путем захвата зарубежных активов здесь, даже тех, которые охвачены иммунитета, как дипломатической недвижимости.

Санкции были предназначены, чтобы отговорить Путина от вторжения Украину.

Министерство финансов США призвал некоторых целей "внутренний круг" г-на Путина, или давними знакомыми, которые, предположительно, имеют ухо.

Среди назначенных бизнесмены Геннадий Тимченко, миллиардер масло-в-банкинга, и Владимир Якунин, глава национальной железной дороги, которые и заявили, что они не имеют никакого намерения оказывать давление г-н Путин, чтобы отступить в военном из Украины.

Критики закона о компенсации сказать, что это группа, а не лоббировал, для выдачи из бюджета, который не был намерение санкций.

"Я никогда не слышал ни о чем более циничной," сказал Борис Немцов, бывший вице-премьер в оппозиции, в среду в телефонном интервью.

"На самом деле, Россия будет ограбили дважды," сказал он. "Впервые Путин позволил им украсть эту недвижимость и купить виллы. Тогда, когда оказалось, свойство было заморожено рубежом, Путин позволяет им получить компенсацию из бюджета. Я никогда не слышал о более циничного закона ".

Бюджет 2015 года г-н Немцов заявил, снижает затраты на здравоохранение и образование, как экономика полозьях России в вероятной рецессии в четвертом квартале этого года.

Стоимость нефти марки Brent, которая является барометром для перспектив российской экономики, падает и был на 92 $ за баррель в среду, над около $ 90 цены, что экономисты говорят, что Россия нуждается в сбалансировать свой текущий счет. Рубль упал до минимума 40 рублей к доллару, и индекс фондового рынка России, ММВБ, упал на 2,19 процента к моменту закрытия.

Г-н Ротенберг, в интервью Россия государственном телевидении, отрицал, что он лоббировал закон и сказал, что он не будет добиваться компенсации за своим итальянским недвижимости, попал в сеть теперь санкциями. Намерение закона заключается в оградить российский бизнес, он сказал, и отклонил итальянский захват в качестве простого «потери дома."

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MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Russian Parliament Moves Closer to Adopting Law on Compensation for Sanctions

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The Russian Parliament on Wednesday took the first major step to authorize the Kremlin to seize foreign assets and use them to compensate individuals and businesses in Russia that are being hurt by Western sanctions over the Ukraine crisis.

The law stands to arm the government of President Vladimir V. Putin with a remarkable weapon of retribution, effectively allowing the government to compensate the very insider businessmen and other elite figures who Western leaders hoped would convince the Russian leader to reverse his course in Ukraine.

The sanctions imposed by the United States, the European Union and others in varying phases since March had been intended to bring Russia to heel. While the full parameters of the legislation are unclear, Western corporations hold billions of dollars worth of assets in the energy-rich country.

Under the law, courts could seize foreign-owned property in Russia to top off the budget after these outlays, according to the draft, which was approved on the first of three readings. 

For a bill to become law in Russia, it must pass the lower chamber of Parliament three times and the upper chamber, the Federation Council, once. 

Then it must be signed by the president.

Early discussions of the rule precipitated a stock sell-off late last month.

The news media in Russia have taken to calling the rule the “Rotenberg Law,” after Arkady Rotenberg, a former judo-sparring partner of President Putin who has become a wealthy industrialist. He reportedly lost access to about $40 million worth of real estate in Italy in September. Mr. Rotenberg has natural gas pipe and construction businesses.

The law passed over the objections even of acting members of government, a rarity in Russia’s usually monolithic political system. The minister of economy, Aleksei Ulyukayev, said just last week, “There is no better way to create capital outflow than passing or even discussing such legislation.”

It passed with 233 votes for and 202 against, unusual in the Russian Parliament, where near-unanimous votes are more common. Mr. Putin’s United Russia party voted in favor; others including the Communist Party, loath to be seen aiding the wealthy, voted against.

The law allows Russian citizens to who suffer from an “unlawful court act” of a foreign government to appeal for compensation in Russia, ultimately by seizing foreign assets here, even those covered by immunity, like diplomatic real estate.

The sanctions were intended to dissuade Mr. Putin from invading Ukraine. The United States Treasury Department has called some of the targets the “inner circle” of Mr. Putin, or longtime acquaintances, who would presumably have his ear.

Among the designated businessmen are Gennady Timchenko, an oil-to-banking billionaire, and Vladimir Yakunin, the head of the national railway, who both have said they have no intention of pressuring Mr. Putin to pull back militarily from Ukraine.

Critics of the compensation law say this group instead lobbied for a payout from the budget, which was not the intention of the sanctions.

“I have never heard of anything more cynical,” Boris Nemtsov, a former deputy prime minister in the opposition, said on Wednesday in a telephone interview.

“In fact, Russia will be robbed twice,” he said. “First Putin allowed them to steal this property and buy villas. Then when it turned out the property was frozen abroad, Putin allows them to receive compensation from the budget. I have never heard of a more cynical law.”

The 2015 budget, Mr. Nemtsov said, reduces outlays for health care and education as Russia’s economy skids into a probable recession in the fourth quarter of this year.

The price of the Brent oil, which is a barometer for the outlook of Russia’s economy, is dropping and was at $92 a barrel on Wednesday, above the about $90 price that economists say Russia needs to balance its current account. 

The ruble fell to a low of 40 rubles to a dollar, and Russia’s stock market index, the Micex, dropped 2.19 percent by the closing.

Mr. Rotenberg, in an interview on Rossiya state television, denied he lobbied for the law and said he would not seek compensation for his Italian real estate, snared now by sanctions. The law’s intention is to shield Russian businesses, he said, and dismissed the Italian seizure as the mere “loss of a house.”

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martedì 7 ottobre 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: La Corte Costituzionale alza la soglia di irrilevanza penale dell'omesso versamento IVA

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La Corte Costituzionale annulla la modifica all'art. 10-ter del D.lgs. n. 74/2000, con cui veniva abbassata la soglia di rilevanza penale dell'omesso versamento IVA, dagli euro 103.291,38 originari agli euro 50.000,00.

In particolare la norma puniva in modo diverso ed anzi più grave la condotta di chi avesse effettuato la dichiarazione in modo corretto, omettendo il versamento, rispetto a chi non avesse presentato affatto la dichiarazione o l'avesse presentata in modo fraudolento.

Dopotutto non vi è chi non veda come il Governo di Centro Sinistra all'epoca in carica avesse emanato una legge schizofrenica, che punishe maggiormente chi si fosse comportato invece in modo più corretto e diligente.

E' palese che il mancato pagamento dell'importo correttamente dichiarato sia una condotta di gravità inferiore rispetto a quella di chi, omettendo la dichiarazione o falsificandola, renda più difficoltoso l'accertamento dell'evasione compiuta.

L'errore è stato corretto con l'art. 2, comma 36-vicies semel, del D.L. n. 138 del 2011, aggiunto dalla legge di conversione n. 148 del 2011, con cui la soglia di punibilità dell'omessa dichiarazione è stata portata ad euro 30.000,00 e quella della dichiarazione infedele ad euro 50.000 euro.

Tuttavia, secondo la Corte Costituzionale, poiché le nuove soglie si applicano ai soli fatti successivi alla novella, configurandosi una chiara reformatio in peius, vietata nel nostro ordinamento, la sperequazione in danno dei responsabili dell'omesso versamento è rimasta operante per tutti i fatti antecedenti.

La Corte Costituzionale ha deciso di portare al di irrilevanza penale della condotta di omesso versamento a quella vigente, nello stesso periodo, per i fatti di dichiarazione infedele.

Di qui la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 10-terdel decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, «nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011,punisce l'omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale, per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, ad euro 103.291,38».

La sentenza ha accolto la questione di costituzionalità proposta dal giudice del Tribunale di Bergamo con ordinanza del 17.9.2013, così motivando la sussistenza del vizio denunciato dal giudice remittente:“... emerge … un evidente difetto di coordinamento tra la soglia di punibilità inerente al delitto che interessa e quelle relative ai delitti in materia di dichiarazione di cui agli artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 74 del 2000 (dichiarazione infedele e omessa dichiarazione): difetto di coordinamento foriero di sperequazioni sanzionatorie che, per la loro manifesta irragionevolezza, rendono censurabile l’esercizio della discrezionalità pure spettante al legislatore in materia di configurazione delle fattispecie astratte di reato (ex plurimis, sentenze n. 68 del 2012, n. 273 e n. 47 del 2010)”.

La pronuncia, pur nella sintesi delle argomentazioni spese dal giudice delle leggi, è molto chiara, per cui è sufficiente rievocare gli elementi posti a fondamento della declaratoria d’incostituzionalità per descrivere il ragionamento della Corte.

Nella seconda parte di questo contributo si esamineranno alcuni profili conseguenti alla pronuncia, rilevanti per i giudici del merito che dovranno applicarla.

I motivi della declaratoria d’incostituzionalità.
La Corte ha rilevato che nel caso in cui l'IVA dovuta si situi nell'intervallo tra le soglie previste dai citati artt. 4 e 5 da un lato, e 10 ter dall'altro, ne conseguirebbe un trattamento deteriore per chi ha regolarmente presentato la dichiarazione IVA senza versare l'imposta dovuta e “autoliquidata” rispetto a chi non l’ha presentata o l'ha presentata inveritiera, senza comunque versare l'imposta.

Per questo ha ritenuto sussistente la lesione del principio di eguaglianza, reputando come “incontestabilmente più gravi sul piano dell'attitudine lesiva degli interessi del fisco” le condotte di cui agli artt. 4 e 5, rispetto a quella dell'art. 10 ter (come emerge dal raffronto delle rispettive pene edittali e dalla maggiore insidiosità delle prime rispetto alla seconda).

Al termine del proprio argomentare, la Corte ha fatto riferimento alla modifica legislativa intervenuta con il d.l. 138/2011 (convertito nella l. 148/2011) - che ha ridotto la soglia di punibilità delle condotte delittuose previste agli artt. 4 e 5 d. lgs. 74/2000 a 30.000 euro - interpretando tale intervento come espressione della consapevolezza in capo al legislatore dell'incongruenza rilevata e come risolutivo della distonia.

Si tratta di un giudizio “benevolo” circa la capacità del legislatore di cogliere le incongruenze nei sistemi sanzionatori penali di determinate condotte (come è il d. lgs. 74/2000), se si tiene conto che per molti anni la ritenuta distonia non è stata corretta in sede legislativa e che è stato necessario un intervento della Corte costituzionale per rilevarla.

Se il legislatore fosse stato consapevole della violazione del principio di eguaglianza perpetrato sino al 2011, sarebbe potuto intervenire per ovviarlo con una disciplina transitoria, ma non risulta che un tale intervento sia stato anche solo prospettato nel corso dell’iter legislativo del decreto legge e della legge di conversione.

Piuttosto, deve ritenersi che l’abbassamento delle soglie sia stato determinato dalla richiesta proveniente dall’opinione pubblica di un trattamento più severo nei confronti degli evasori fiscali, intervento legislativo che, come spesso accade a fronte di tali pressioni, si limita a imporre un maggior rigore sanzionatorio o una soglia inferiore di punibilità per le violazioni altrimenti sanzionate, senza particolari valutazioni sulla coerenza del sistema sanzionatorio.

La data di entrata in vigore del citato decreto legge è stata individuata come il dies ad quem della pronuncia d’illegittimità costituzionale, perché, come affermato dalla Corte, alla stessa declaratoria “… consegue che, con riguardo ai fatti commessi sino alla predetta data, il vulnus costituzionale permane.”

La Corte ha concluso, affermando che” … al fine di rimuovere nella sua interezza la riscontrata duplice violazione del principio di eguaglianza è necessario evidentemente allineare la soglia di punibilità dell’omesso versamento dell’IVA – quanto ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011 – alla più alta fra le soglie di punibilità delle violazioni in rapporto alle quali si manifesta l’irragionevole disparità di trattamento: quella, cioè, della dichiarazione infedele (euro 103.291,38).”

A fronte dell'intervenuta declaratoria d’illegittimità costituzionale, le violazioni dell'art. 10 ter commesse fino al 17.9.2011, sino alla soglia di 103.291,38 euro, non sono penalmente sanzionabili (si valuterà tra poco la formula che si ritiene debba essere adottata per la pronuncia assolutoria o per l’archiviazione nei casi di procedimenti pendenti).
L’ultima questione che è stata esaminata dalla Corte concerne il raffronto tra gli elementi costitutivi degli artt. 5 e 10 ter d. lgs. 74/2000, in particolare dell’ulteriore soglia prevista per la prima fattispecie delittuosa, ritenuta del tutto irrilevante in ragione della sua diversa struttura.

Le conseguenze per i giudici del merito.
Alla luce del ragionamento della Corte Costituzione è possibile trarre alcune conseguenze valide per chi dovrà applicare la pronuncia.

Per valutare le condotte non punibili dovrà farsi riferimento alla data di commissione del reato come definita nella fattispecie, cioè il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo d'imposta successivo a quello in contestazione.

Poiché tale termine è indicato nel 27 dicembre, sono esenti da pena tutte le omissioni di versamento dell’IVA dovuta per gli anni d'imposta tra il 2005 e il 2009 comprese tra 50.000 e 103.291,38 euro.
L’ultima annualità per il quale la pronuncia è rilevante è, appunto, il 2009, il cui termine di consumazione del reato omissivo era il 27.12.2010.

Quanto alla formula assolutoria, si ritiene che debba adottarsi quella dell'insussistenza del fatto.

La fattispecie delittuosa contestata, a seguito della declaratoria d’illegittimità costituzionale, prevede, per l'IVA relativa agli anni d'imposta fino al 2010, una soglia di punibilità di 103.291,38 euro, per cui il suo mancato superamento determina l'insussistenza di uno degli elementi costitutivi del reato.

Non sarebbe corretta una formula assolutoria della non previsione del fatto come reato, perché la violazione amministrativa è integrata non dal mancato pagamento nei termini previsti all'art. 10 ter, ma si realizza con il mancato versamento mensile o trimestrale dell'IVA.

Sotto questo profilo è opportuno richiamare ancora la sentenza a SSUU n. 37424/13 della Corte di Cassazione, che ha espressamente affermato che le divergenze tra i due illeciti“ … inducono a ricostruire il rapporto fra i due illeciti in termini, non di specialità, ma piuttosto di "progressione": la fattispecie penale - secondo l'indirizzo di politica criminale adottato in generale dal d.lgs. 74 del 2000 (su cui v. in particolare Corte cost., sent. n. 49 del 2002) - costituisce in sostanza una violazione molto più grave di quella amministrativa e, pur contenendo necessariamente quest'ultima (senza almeno una violazione del termine periodico non si possono evidentemente determinare i presupposti del reato), la arricchisce di elementi essenziali (dichiarazione annuale, soglia, termine allungato) che non sono complessivamente riconducibili al paradigma della specialità (che, ove operante, comporterebbe ovviamente l'applicazione del solo illecito penale), in quanto recano decisivi segmenti comportamentali (in riferimento alla presentazione della dichiarazione annuale IVA e al protrarsi della condotta omissiva), che si collocano temporalmente in un momento successivo al compimento dell'illecito amministrativo.”

Non sarebbe corretta la formula del non essere il fatto più previsto dalla legge come reato, perché la sentenza d’illegittimità costituzionale determina l'insussistenza ab origine degli elementi costitutivi del reato, tra i quali è compreso il mancato superamento della soglia.

Vi è un ultimo profilo da segnalare, rispetto al quale sarà opportuna una riflessione più articolata (e che in questo contributo non è possibile compiere).

L’incostituzionalità ha riguardato la fattispecie dell’art. 10 ter, mentre continuano a configurare reato le ipotesi di omesso versamento delle ritenute certificate superiori a 50.000 euro antecedenti al 2011.

La sentenza non può avere effetti diretti sul giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 10 bis per i fatti commessi fino al 17.7.2011, per somme non versate il cui ammontare è oggetto della questione di legittimità costituzionale accolta dalla Corte con la sentenza commentata.

La pronuncia si fonda su circostanze specifiche del debito IVA, che ha come parametro di comparazione le fattispecie di cui agli artt. 4 e 5 d. lgs. 74/2000 (aventi a oggetto, appunto, la dichiarazione IVA e non la dichiarazione modello 770 relativo alle ritenute certificate).

Non si esclude che possa essere prospettata una questione di costituzionalità rispetto alla fattispecie di cui all’art. 10 bis, il cui unico fondamento potrebbe consistere nella diversità di trattamento di inadempimenti fiscali aventi la medesima gravità, quello IVA e quello delle ritenute certificate.


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sabato 4 ottobre 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: В Италии вступил в силу закон увеличивший налог на проживание иностранцев в стране

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В Италии вступил в силу декрет итальянского правительства о повышении оплаты при получении или восстановлении вида на жительство иностранцами.

Как говорится в сообщении Христианского общества украинцев в Италии, до сих пор при подаче документов на получение или обновление вида на жительство иностранцы платили 72,12 евро (в сумму входили услуги почты, затраты на изготовление электронного вида на жительство и государственную пошлину).

Однако, как пояснили в организации, с понедельника иммигранты вынуждены будут доплачивать до этой суммы 80 евро (если разрешение на срок до 1 года), 100 евро (если на срок от 1 до 2 лет) и 200 евро за получение или обновление постоянного разрешения.
Этот декрет был принят еще правительством Берлускони, но только сейчас вступает в действие.

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MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Италия выдает визы по-новому - на три года

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По новой визовой политике Италии, с 1 октября постоянно путешествующие россияне могут получить  шенгенские визы в Италию сроком на 3 года.

Выдать такую визу могут тем, кто бывает в Италии, минимум, дважды в год. Тем, у кого в паспорте три шенгенские визы и одна из них - итальянская.

И тем, у кого в паспорте уже имеются две итальянские визы.

Более того, «новой возможностью могут воспользоваться как те граждане, кто уже может продемонстрировать наличие перечисленных условий, так и те, кто будет соответствовать этим требованиям в будущем».

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martedì 16 settembre 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Decreto Semplificazione: divorzio fai da te? si, ma la strada è ancora lunga

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Il decreto legge sulla semplificazione della giustizia civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12/9/2014 e che entrerà in vigore dopo 30 giorni dalla Legge di Conversione, introduce nel nostro ordinamento una procedura di divorzio stragiudiziale, definita simpaticamente dai media "divorzio fai da te". 

Effettivamente, la novella legislativa rende assai più facile, veloce ed economico separarsi o divorziare con la procedura della negoziazione assistita di un avvocato, che depositerà il testo contenente le condizioni di separazione o divorzio all'Ufficio dello Stato Civile del Comune dove è stato registrato l'atto di matrimonio. 

Anzi, è addirittura possibile bypassare l'avvocato e rivolgersi direttamente all’Ufficiale di Stato Civile.

Naturalmente la procedura semplificata è preclusa in caso di presenza di figli minorenni, figli con gravi handicap e anche figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, i così detti bamboccioni. 

Questa riforma rappresenta un piccolo passo verso la semplificazione della procedura di divorzio, mentre la parte più interessante ed attesa della tanto desiderata riforma, vale a dire il divorzio breve, è è ancora ferma in discussione al Senato. 


Infatti, di fatto la novella legislativa non aiuta a sgravare i Tribunali degli enormi carichi di cui sono oggi gravati.

Infatti, la riforma interviene sui casi più semplici, le ipotesi di separazione o divorzio consensuali in assenza di figli minori, che non impegnano i Tribunali più di tanto.

Al contrario, bisogna intervenire energicamente per ridurre la conflittualità tra i coniugi, soprattutto in presenza di figli.

Sono queste le cause che creano lungaggini infinite nel campo del diritto di famiglia e tengono i giudici impegnati per anni. 

Bisogna introdurre una seria riforma del diritto di famiglia, ove il divorzio non sia più l’estremo rimedio concesso dalla legge a fronte dell’accertamento, dopo tre anni dalla separazione, dell’impossibilità di ricostruire l’unione di vita tra i coniugi. 

Va semplificata l'intera procedura di separazione e divorzio, introducendo degli automatismi di legge sui provvedimenti relativi alla prole, alla casa coniugale ed ai rapporti economici tra i coniugi.

Insomma, per noi di Mk&Partners, si tratta della solita tempesta in un bicchiere d'acqua, priva di efficacia risolutiva. Fumo negli occhi senza effettivi benefici per i cittadini.

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giovedì 28 agosto 2014

MK&PARTNERS Адвокат в Италии: ЗАЩИТНИКИ ЗАКОНА: КАК В ИТАЛИИ ОБМАНЫВАЮТ И КИДАЮТ РОССИЙСКИХ ИНВЕСТОРОВ

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ВНИМАНИЕ К АФЕРИСТАМ И МОШЕННИКАМ! Массовый приход российских инвесторов на зарубежные рынки недвижимости показал не только преимущества вложений в ностранные «кирпичи», но и то, что обманывать способны не только российские риелторы и застройщики.

Согласно практике, обманывают российских инвесторов и иностранные агентства. Ренато Муселла, старше партнер адвокатиески фирма MK&Партнерс, управляющий инвестициями, основатель консалтингового портала www.mkpartners.ru, рассказывает о наиболее типичных случаях обмана.

Мошенничества с недвижимостью существуют везде, кроме нескольких стран. Топ стран по чистоте сделок возглавляют Великобритания, Франция, Австрия и Швейцария.

Уже в Италии, Испании начинается бардак. Таким образом, 90 % стран на чем-то обманывают, говорит Ренато Муселла.

Способы введения в заблуждение инвесторов одинаковы. Обычно эти схемы реализуются на рынках разных стран с периодичностью в 5-10 лет. Причем видоизменяются названия этих схем, но не их суть.


Прежде всего, то лучше следовать от начала до конца ваших инвестиционных профессионалов MK&PARTNERS Адвокат в Италии.


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MK&PARTNERS Адвокат в Италии: Успехи MK&PARTNERS Адвокат в Италии - Подозреваемому по делу 13-го января россиянину в Италии назначен домашний арест

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Подозреваемому по делу 13-го Января российскому гражданину ************ суд Италии назначил домашний арест, подтверждают прокуроры Литвы.


"Суд Италии назначил подозреваемому меру пресечения - домашний арест. Все необходимые по этому делу процессуальные действия осуществляются интенсивно", - сказала в четверг агентству BNS представитель Генпрокуратуры Литвы Рита Стундене.



По словам литовских прокуроров, бывший десантник 76-й Псковской воздушной дивизии подозревается в совершении пяти преступных деяний, имевших место у Дома печати и Вильнюсской телебашни.

http://ru.delfi.lt/news/live/podozrevaemomu-po-delu-13-go-yanvarya-rossiyaninu-v-italii-naznachen-domashnij-arest.d?id=65502332


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